
La trasmissione di segnali all’interno degli edifici/comprensori riveste oggi un’importanza tale da richiedere la presenza di infrastrutture permanenti al pari di quelle idrauliche o di alimentazione elettrica.
Non a caso le attività di costruzione o ristrutturazione sono un’occasione preziosa, laddove imprescindibile anche a fronte di obblighi normativi, per predisporre un impianto tecnologico destinato alla trasmissione delle informazioni in tutte le forme: reti locali, video, IoT, telefonia, allarmi, ecc.
L’insieme dei materiali, dei sistemi e dei dispositivi che costituiscono questi impianti tecnologici, prende il nome di cablaggio strutturato.
Riprendendo un vecchio adagio potremmo, seppur banalmente, definire il cablaggio strutturato come l’insieme di tutti i componenti passivi come cavi, connettori, prese terminali, armadi, ecc. che sono necessari alla realizzazione di una rete di trasmissione dati all’interno di edifici e comprensori.
Tuttavia non si tratta solo di installare dei componenti, ma di fornire ad ogni singola installazione la propria, irrinunciabile, connotazione tecnica.
Il cablaggio strutturato è la base future-proof per realizzare qualsiasi rete interna dedicate alla trasmissione dati, poiché:
- è indipendentemente dalle applicazioni impiegate, sia attuali che future
- è neutrale rispetto ai protocolli di trasmissione ed ai dispositivi terminali collegati
- impiega materiali, prodotti e soluzioni tecniche standardizzate a livello globale
- prevede riserve, ridondanza e affidabilità
- offfre la possibilità di ampliamenti e trasformazioni
- semplifica le attività di manutenzione
- riduce i tempi di inattività e velocizza le riparazioni
La progettazione razionale di sistemi di cablaggio multifunzionali prende avvio dall’analisi degli standard internazionali e dei principali criteri progettuali.
È evidente che, per garantire la massima versatilità, i sistemi di cablaggio devono essere progettati pensando agli utilizzi che necessitano della massima banda trasmissiva.
Per questo motivo vi è un forte legame tra l’architettura dei sistemi di cablaggio e quella delle reti locali, le cui specifiche sono le più stringenti tra gli attuali servizi di trasmissione dei segnali.
Gli standard sono indispensabili alla realizzazione di un cablaggio strutturato perché contengono le specifiche che permettono il corretto funzionamento dei vari servizi ed in particolare stabiliscono i requisiti qualitativi e quantitativi riguardo:
- la topologia
- gli elementi facenti parte del cablaggio
- i mezzi trasmissivi cui è destinato
- le dorsali di collegamento
- modalità e strategie del cablaggio di piano
- norme e linee guida per la progettazione e l’installazione
- modalità di identificazione dei cavi
- la necessaria documentazione a corredo
l momenti migliore nel quale introdurre il cablaggio strutturato negli edifici risultano essere sia edifici e strutture di nuova costruzione, che edifici esistenti siano sottoposti a lavori di recupero come:
- manutenzione straordinaria
- restauro
- risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia
- sostituzione edilizia
- demolizione e ricostruzione
Modalità di cablaggio strutturato
Il cablaggio orizzontale è quello collega le prese terminali (TO) ai permutatori di piano (FD) presenti sullo stesso piano, mediante cavi di rame (max 90m).
- Funzione: collegare l’armadio di piano FD alle prese utente WA
- Distanza massima: 100 metri totali (cavo+permute)
- Mezzo: cavo rame Cat 6 (Classe E) UTP/STP – 6a (Classe EA) UTP/STP – 7 (Classe F) solo STP
- Topologia: stella
Il cablaggio verticale (dorsale o backbone) connette i permutatori di piano (FD) o Edificio (BD) tra di loro o verso il nodo principale (CD) ed è solitamente realizzato con fibra ottica.
- Funzione: interconnettere gli armadi di piano (FD) al centro stella (BD/CD)
- Distanza massima: dai 500 metri per fibre MM fino ai 40 e passa km della fibra SM
- Mezzo: fibra ottica 50/125 MM o 9/125 SM
- Topologia: stella (gerarchica superiore)
- Gestisce carichi di traffico elevati ed è fondamentale per la scalabilità della rete

Nota: mentre il cablaggio orizzontale è soggetto a frequenti modifiche (es.: spostamento scrivanie, nuovi utenti, ecc.), il cablaggio verticale è considerato una installazione più permanente, a lungo termine.
Per questo motivo è sempre consigliato il sovradimensionamento delle dorsali, inteso come numero di fibre disponibili
Normativa di riferimento per il cablaggio strutturato
Le norme di riferimento per il cablaggio strutturato comprendono linee guida e prescrizioni che riguardano sia la progettazione che l’installazione, nel suo complesso e nei singoli componenti impiegati.
Queste contengono indicazioni sui requisiti prestazionali attesi, sulla sicurezza ed idoneità all’installazione dei materiali e prodotti impiegati, nonché le migliori pratiche per la corretta esecuzione delle opere.
Le principali sono:
- ANSI/TIA-568: primo standard di settore del 1991, statunitense, destinato ai sistemi di cablaggio strutturato in edifici commerciali e campus universitari. Fornisce indicazioni per la progettazione di reti affidabili tra edifici e all’interno di edifici. Nel campo specifico del cablaggio strutturato costituiscono l’avanguardia e sono spesso l’unico riferimento esistente per soluzioni innovative.
- ISO/IEC 11801: standard internazionale per il cablaggio generico nelle sedi dei clienti (customer premises) mediante linee guida di cablaggio che supportano applicazioni, la trasmissione dati ed i sistemi di gestione degli edifici. Applicabile sia a singoli edifici che a comprensori multi-edificio
- EN 50173: standard europeo di progettazione basato sulle ISO/IEC 11801 per sistemi di cablaggio strutturato di rame e fibra ottica in diversi ambienti installativi, ripartito in 7 fascicoli specifici, recepito in Italia con classificazione CEI 306.
- EN 50174: standard europeo di pianificazione ed installazione di sistemi di cablaggio strutturato, anche questa ripartita in sotto-capitoli specifici, recepito in Italia con classificazione CEI 306
La serie EN 50173 che definisce i requisiti di progetto dei sistemi di cablaggio strutturato di rame e fibra ottica è così ripartita:
- EN 50173-1 (Generale): basi, classi prestazionali, configurazioni di cablaggio e test di verifica
- EN 50173-2 (Uffici): requisiti specifici per locali uffici commerciali
- EN 50173-3 (Ambienti industriali): ambienti industriali o isole di automazione
- EN 50173-4 (Residenziale): cablaggio nelle abitazioni
- EN 50173-5 (Data Center): infrastrutture data-center
- EN 50173-6 (Servizi Distribuiti): servizi interni agli edifici
Riguardo il cablaggio strutturato in ambienti industriali la norma EN 50173-3 fa riferimento specifico circa la diversa tipologia dei materiali da impiegare che devono essere più robusti, devono resistere alle sollecitazioni meccaniche, alle temperature estreme (sia alte che basse), ai campi ed interferenze elettromagnetiche (EMI) e prevede l’impiego di custodie a tenuta con protezione IP all’acqua ed alle polveri, nonché garantire operatività 24/7.
Invece, rispetto alle specifiche per l’ambiente residenziale, EN50173-4, queste riguardano non solo il cablaggio per le tecnologie informatiche, ma anche gli impianti d’antenna televisivi e di controllo dell’ambiente e dei sistemi IoT.
Principali differenze normative cablaggio strutturato
Rispetto allo standard internazionale riportatato dalle ISO/IEC 11801 e soprattutto alle ANSI/TIA-568, la EN 50173 presenta alcune piccole differenze che riguardano alcune nomenclature, modalità di misura ed i parametri di certificazione e requisiti di sicurezza più stringenti.
Tuttavia sia le ANSI/TIA-568, che le ISO/IEC 11801 e le EN 50173 forniscono framework per la progettazione di reti affidabili tra edifici e all’interno degli stessi. Sono standard riconosciuti a livello globale, ma ciascuno personalizzato in base a specifiche esigenze regionali e requisiti prestazionali dei materiali impiegati.
Contesto e ambito di applicazione
- Le ANSI/TIA-568 si rivolgono principalmente al mercato nordamericano, enfatizzano le prestazioni delle condutture di rame e dei connettori, per l’implementazione di Ethernet ad alta velocità.
- La ISO 11801 che si rivolge al mecato globale, promuove la modularità e la durata temporale oltre al supporto di molteplici applicazioni.
- La EN 50173 integra le specificità ed attenzioni proprie del mercato europeo, predilegendo le prestazioni del sistema, la sicurezza d’esercizio, inclusa la compatibilità eletrromagnetica.
Parametri prestazionali
Tutti e tre gli standard sono abbastanza allineati nella definizione delle metriche prestazionali, in particolare per quanto riguarda le categorie dei cavi di rame (es.: Categoria 6 e 6A), con attenzione alla larghezza di banda passante alle alte frequenze ed il controllo della diafonia.
Tuttavia i criteri di verifica e di accettazione sono differenti:
- la ISO 11801 privilegia una metodologia coerente a livello internazionale
- le EN 501073 il rigore metodologico
- le TIA 568 le specificità applicative nazionali
Architettura e progettazione del sistema
- ANSI/TIA-568 adotta un approccio a layer che privilegia la semplicità e punta sulla standardizzazione dei connettori e delle terminazioni.
- ISO 11801 promuove la progettazione modulare dei sistemi di cablaggio, fornendo categorie di prestazioni dettagliate e suggerimenti architettonici per facilitare la scalabilità del sistema.
- EN 50173 introduce il bilanciamento delle prestazioni con l’implementazione pratica per ottenere configurazioni di sistema flessibili ed adatte a diversi contesti operativi.
Interoperabilità e compatibilità
Tutti gli standard raccomandano e evidenziano l’importanza della collaborazione tra diversi fornitori per l’integrazioni delle apparecchiature.
Ovviamente la ANSI/TIA-568 influenza notevolmente la compatibilità dei dispositivi riguardo al mercato nordamericano, mentre la portata internazionale delle ISO 11801 rende questo standard ideale per progetti multinazionali, a differenza delle EN 50173 che garantiscono compatibilità ed interoperabilità solamente all’interno dell’Unione Europea, poiché supportano la conformità regionale.
Tabella 1: Nomenclatura ISO/IEC 11801 – EN 50173 Vs TIA/EIA 568
| Punto | ISO/IEC 11801 | EN 50173 | TIA/EIA 568 |
| Centro Stella Comprensorio | CD (Campus Distributor) | MC (Main Cross Connect) | |
| Centro Stella Edificio | BD (Building Distributor) | IC (Intermediate Cross Connect) | |
| Centro Stella Piano | FD (Floor Distributor) | HC (Horizontal Cross Connect) | |
| Dorsale di Comprensorio | Campus Backbone | Interbuilding Backbone | |
| Dorsale Edificio | Building Backbone | Intrabuilding Backbone | |
| Cablaggio Piano | Horizontal cabling | ||
| Presa utente | TO (telecommunications outlet) | ||
| Giunzione piano | CP (Consolidation Point) | ||
Tabella 2: Raffronto connessioni metalliche tra standard
| Standard | ANSI/TIA-568 | ISO/IEC 11801 | EN 50173 |
| Regione | USA | Globale | Europa |
| Ambito | Edifici comm./Campus | Universale | Specifico per ambiente |
| Requisiti EMC | Moderati | Basici | Elevati |
| Ambito impiego | Reti negli Stati Uniti | Applicazioni globali OEM | Infrastrutture in UE |
| Rilievo | Specifiche elettriche | Architettura | EMC, sicurezza, zonizzazione |
| Tipo cavi di rame twisted paired | Cat 5e Cat 6 Cat 6a (Cat7 non riconosciuta) Cat 8 | Cat 5e Cat 6 Cat 6a Cat 7 Cat 7a Cat 8 | Cat 5e Cat 6 Cat 6a Cat 7 Cat 7a Cat 8 |
| Impedenza | 150 Ohm | 100 Ohm | 100 Ohm |
| Classi cavi rame | Nessuna classe. Category-based performance | Classe D–II | Classe D–II |
| Cavi ottici | OM2 – OM5 OS1-OS2 | OM3 – OM5 OS1a-OS2 | OM3 – OM5 OS1a-OS2 |
| Materiale guaina | PVC, PVC-CM, LSZH, ecc. | PVC, PVC-CM, LSZH, ecc. | LSZH richiesto |
| Raggio curvatura cabl. orizzontale | > 4x diametro cavo | > 4x diametro cavo | > 4x diametro cavo |
| Raggio curvatura cabl. verticale | > 10x diametro cavo | > 6x diametro cavo | > 6x diametro cavo |
| Raggio curvatura durante tiro | non specificato | > 8x diametro cavo | > 8x diametro cavo |
| Cablaggio terminale | T568A T568B | non specificato decisione utente | non specificato decisione utente |
| Status | Ampiamente adottato, punto di riferimento per le installazioni commerciali | Standard globale, riconosciuto a livello internazionale | Adattamento europeo della ISO 11801 con requisiti di sicurezza antincendio più rigorosi |
Tabella 3: Classi e categorie cavi di rame ISO/IEC 11801
Lo standard definisce diverse classi di collegamento/canale e categorie di cablaggio per interconnessioni di rame twisted-pair, in base alla massima frequenza d’esercizio per la quale sono definite specifiche prestazioni, adottando una impedenza di collegamento standard di 100Ω
| Classe | Largh. banda | Cavi e Conn. | Velocità Max. | Dist. Max | Scher. | Tipo (coppie) | Applic. | Conn. | Anno |
| A | 400 kHZ | Cat. 1 | 1 Mbps | 20 mt | No | UTP (1p) | voice | RJ11 | 1983 |
| B | 1 MHz | Cat. 2 | 4 Mbps | 100 mt | No | UTP (2p) | token-ring | RJ11 | 1987 |
| C | 16 MHz | Cat. 3 | 10 Mbps | 100 mt | No | UTP (3p) | 10-BaseT | RJ11 | 1991 |
| – | 20 MHz | Cat. 4 | 16 Mbps | 100 mt | No | UTP (4p) | 10-BaseT | RJ45 | 1993 |
| – | 100Mhz | Cat. 5 | 100 Mbps | 100 mt | No | UTP (4p) | 100-BaseT | RJ45 | 1995 |
| D | 100Mhz | Cat. 5e | 1 Gbps | 100 mt | Si | STP (4p) | 1000BASE-T | RJ45 | 2001 |
| E | 250 MHz | Cat. 6 | 10 Gbps | 55 mt | Si | STP (4p) | 10GBase-T | RJ45 | 2002 |
| EA | 500 Mhz | Cat. 6A | 10 Gbps | 100 mt | Si | STP (4p) | 10GBase-T | RJ45 | 2008 |
| F | 600 Mhz | Cat. 7 | 10 Gbps | 100 mt | Si | STP (4p) | 10GBase-T | RJ45 (multi) | 2010 |
| FA | 1 GHz | Cat. 7A | 40 Gbps | 55 mt | Si | STP (4p) | 40GBase-T | RJ45 (multi) | 2013 |
| I | 2 Ghz | Cat. 8.1 | 25 Gbps | 100 mt | Si | STP (4p) | 40GBase-T | RJ45 (multi) | 2016 |
| II | 2 Ghz | Cat. 8.1 | 40 Gbps | 100 mt | Si | STP (4p) | 40GBase-T | RJ45 (multi) | 2018 |
| Nota: RJ45 (multi) – indica i connettori con la medesima impronta: ARJ-45, GG-45, TERA | |||||||||
Tabella 4: Classe cavi ottici ISO/IEC 11801
Le ISO/IEC 11801, tra le altre, riguardo le fibre ottiche definiscono i canali di trasmissione e specificano l’attenuazione per canale, espressa in dB, per le categorie di fibre monomodali e multimodali. Inoltre anche le altre proprietà delle fibre ottiche che definiscono la capacità del cavo ottico.
Come si può apprezzare dalla tabella sotto, lo sviluppo delle fibre multimodali si sta chiaramente muovendo verso fibre in grado di trasportare sempre più dati. La OM1 (obsoleta) consentiva una velocità di trasmissione dati di 10 Gbps su distanze molto brevi (33 metri), mentre OM4 consente la trasmissione dati a 100 Gbps su una distanza fino a 150 metri. Tuttavia, considerando l’attuale espansione delle fibre monomodali, anche le tipologie OM3 e OM4/OM5 sono sempre più inutilizzate.
Riguardo ai cavi ottici monomodali classe OS1 questi sono destinati all’impiego indoor ed alcuni conformi anche alle specifiche per telecomunicazioni ITU-T G.652A e G.652B. Alcuni dei cavi ottici con classe OS2 sono anch’essi conformi solo agli standard ITU-T G.652C o G.652D ed inoltre, alcuni di questi OS2, sono conformi allo standard ITU-T G.657.A1 per i cavi insensibili alla piega.
| Classe | Modalità | Core [µm] | Velocità Max. | Dist. Max | banda modale EMBc [Mhz*km] | Attenuazione | |
| tipica [db/km] | λ [nm] | ||||||
| OM1 | Multimodale | 62.5 | 100 Mbps | 2000 mt | 200 | ≤ 3.2 / ≤ 0.8 | 850/1300 |
| 1 Gbps | 275 mt | ||||||
| 10 Gbps | 33 mt | ||||||
| OM2 | Multimodale | 50 | 100 Mbps | 2000 mt | 500 | ≤ 2.8 / ≤ 0.8 | |
| 1 Gbps | 550 mt | ||||||
| 10 Gbps | 82 mt | ||||||
| OM3 | Multimodale | 50 | 1 Gbps | 1000 mt | 2000 | ||
| 10 Gbps | 300 mt | ||||||
| 40 Gbps | 80 mt | ||||||
| OM4 | Multimodale | 50 | 10 Gbps | 550 mt | 4700 | ||
| 40 Gbps | 150 mt | ||||||
| 100 Gbps | 150 mt | ||||||
| OM5 | Multimodale | 50 | 10 Gbps | 550 mt | 4700 | ||
| 40 Gbps | 150 mt | ||||||
| 100 Gbps | 150 mt | ||||||
| OS1 | Monomodale | 9 | 10 Gbps | 10 km @1310 40 km @1550 | NA | ≤ 1.00 | 1310 1383 1550 |
| OS2 | Monomodale | 9 | > 100 Gbps | > 80 km | ≤ 0.40 | ||
Il mezzo trasmissivo
Come noto il mezzo trasmissivo è rappresentato dal canale fisico nel quale sono veicolati segnali e da cui dipendono le caratteristiche e le prestazioni dell’intero cablaggio strutturato.
La scelta del tipo di mezzo trasmissivo deve essere tale da consentire, senza indugi, di:
- raggiungere le prestazioni richieste
- supportare gli standard attuali e futuri prossimi
- garantire un’affidabilità prolungata nel tempo (il più a lungo possibile)
- offrire le dovute protezioni nell’ambiente di utilizzo
I mezzi trasmissivi previsti per il cablaggio strutturale sono il cavo di rame e la fibra ottica in tutte le loro declinazioni, con guaine e caratteristiche adatti ad essere installati ed eserciti in ambienti specifici secondo la tipologia di posa (canalizzazioni, interrato, luoghi con pericolo d’incendio, ecc.) e/o di impiego (es.: installazioni temporanee).

Il “doppino” più impiegato nel cablaggio strutturato è quello a 4 coppie per la trasmissione dei segnali di rete attraverso il protocol-lo Ethernet e mediante connettori plug tipo RJ-45, disponibili in tre principali tipologie (UTP, FTP e STP) con una caratteristica comune: le coppie dei cavi che li compongono sono singolarmente twistate, ognuna con un passo diverso, e poi ritorte con le altre per diminuire drasticamente la diafonia:
- UTP: Unshielded Twisted Pair – cavo non schermato;
- FTP: Foiled Twisted Pair – cavo schermato esternamente;
- STP: Shielded Twisted Pair – cavo con schermatura su ogni coppia.
Questi cavi sono disponibili con diverse tipologie di guaina, sia per uso interno che esterno, non propaganti la fiamma o a bassa emissione di fumi, rispondenti alla maggioranza dei contesti installativi:
- PVC guaina singola: solo per uso interno
- PVC doppia guaina: per uso esterno, UV resistente
- PVC Armato: per uso per uso esterno, UV resistente, con protezione antiroditore
- LSZH: uso interno/esterno, ambienti pubblici, UV resistente, a bassa emissione fumi, senza alogeni
- FEP doppia guaina: solo per uso esterno/ambienti industriali, UV resistente e ad oli minerali e gas
- PE doppia guaina: per uso esterno/ambienti industriali, sommergibile, resistente oli minerali e gas
Guaine dei cavi e sicurezza antincendio
La guaina, il rivestimento esterno dei cavi, deve rispondere a severe norme riguardanti la sicurezza poiché in un sistema di cablaggio strutturato, il fascio di cavi può rappresentare fattore di rischio in caso di incendio.
Le norme in vigore (UE/305/2011) definite come CPR o Regolamento Prodotti da Costruzione, prevedono per i cavi destinati al trasporto d’energia ed alla trasmissione dati, oltre alla Dichiarazione di Prestazione (DoP), la classificazione di reazione al fuoco ed alla tossicità dei fumi sprigionati.
I cavi sono classificati in 7 classi: Aca, B1ca, B2ca, Cca, Dca, Eca, Fca che prevedono soglie minime per il rilascio di calore e propagazione della fiamma.
Oltre a questa classificazione principale, le Autorità Europee hanno regolamentato anche l’uso di parametri addizionali quali: (a) acidità e corrosività dei fumi vs. persone e cose (da a1 ad a3); (s) produzione e opacità dei fumi (da s1 a s3); (d) gocciolamento di particelle incandescenti che possono propagare l’incendio (da d0 a d2).

In ogni caso è demandato ai singoli Stati Membri comunitari definire la Classe di reazione al fuoco relativa all’ambiente di posa ed ai progettisti verificare la necessità di assicurare la continuità del servizio.
La marcatura dei cavi
La norma EN 50575 prevede che tutti i cavi devono essere marcati con indicazioni contenenti:
- identificativo d’origine (produttore e/o marchio o numero distintivo
- descrizione del prodotto o la sigla di designazione
- classe di reazione al fuoco
Inoltre i cavi possono ulteriormente marcati con altri elementi descrittivi, quali:
- norme relative al prodotto
- anno di produzione
- marchi di certificazione volontaria
- informazioni aggiuntive a discrezione (non in conflitto né che confondano le altre marcature)
Inoltre, molto spesso, è presente la marcatura di classe di reazione al fuoco corrispondente al fine di facilitare l’utilizzo del cavo.

Canalizzazioni e tubazioni
Il cablaggio strutturato comporta la posa di una considerevole quantità di cavi e l’installazione di armadi contenenti i pannelli di permutazione (patch panel) e le apparecchiature attive (switch, gateway, firewall, server, storage, ecc. ecc.).
Inoltre, in corrispondenza degli armadi di piano convergono i fasci di cavi dei cablaggi orizzontali, fasci che raggiungono diametri dell’ordine di diverse decine di centimetri e tutto ciò può generare e creare seri problemi di installazione se l’edificio ed i transiti non siano stati adeguatamente progettati.
Sia lo standard EIA/TIA 569 che la normativa EN 50174 definiscono le caratteristiche minime per le infrastrutture edilizie degli edifici in cui devono essere installati sistemi di cablaggio strutturato.
Il principale problema che si incontra normalmente nella realizzazione di un cablaggio strutturato è la inadeguatezza delle canalizzazioni o delle tubazioni per il cablaggio orizzontale. Queste infatti devono poter ospitare un numero di cavi crescente man mano che ci si avvicina all’armadio di piano.
La EIA/TIA 569 fornisce un’interessante tabella la quale in base al numero di cavi e al loro diametro indica il diametro minimo del tubo che garantisce una installazione dei cavi adeguata senza provocare loro stress e danni: quindi indirettamente viene garantito il mantenimento delle prestazioni trasmissive.
Tabella 5: numero massimo cavi entro tubazione (TIA/EIA 569)
| Numero massimo cavi entro tubazione (TIA/EIA 569) | ||||||||||
| Diametro tubazione [mm] | Diametro esterno del cavo [mm] | |||||||||
| 3.3 | 4.6 | 5.6 | 6.1 | 7.4 | 7.9 | 9.4 | 13.5 | 15.8 | 17.8 | |
| 15.8 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| 20.9 | 6 | 5 | 4 | 3 | 2 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 |
| 26.6 | 8 | 8 | 7 | 6 | 3 | 3 | 2 | 1 | 0 | 0 |
| 35.1 | 16 | 14 | 12 | 10 | 6 | 4 | 3 | 1 | 1 | 1 |
| 40.9 | 20 | 18 | 16 | 15 | 7 | 6 | 4 | 2 | 1 | 1 |
| 52.5 | 30 | 26 | 22 | 20 | 14 | 12 | 7 | 4 | 3 | 2 |
| 62.7 | 45 | 40 | 36 | 30 | 17 | 14 | 12 | 6 | 3 | 3 |
| 77.9 | 70 | 60 | 50 | 40 | 20 | 20 | 17 | 7 | 6 | 6 |
| 90.1 | – | 22 | 12 | 7 | 6 | |||||
| 102.3 | – | 30 | 14 | 12 | 7 | |||||
I criteri di dimensionamento dello standard EIA/TIA-569 sono decisamente validi e facilitano effettivamente l’installazione dei cavi quindi è consigliabile applicarli anche per il dimensionamento delle canaline.
Basandosi sui medesimi principi, la formula risultante, con qualche approssimazione e margine di sicurezza, è la seguente: la canalina deve avere una sezione minima pari a circa 4 volte la somma delle sezioni di tutti i cavi che si devono posare.
Tabella 6: Numero massimo di cavi di fibra entro canalina (TIA/EIA 569)
| Numero massimo di cavi di fibra entro canalina (TIA/EIA 569) | ||||||||||
| Misure Canalina [mm] | Diametro esterno del cavo [mm] | |||||||||
| 3.3 | 4.6 | 5.6 | 6.1 | 7.4 | 7.9 | 9.4 | 13.5 | 15.8 | 17.8 | |
| 100 x 80 | 233 | 120 | 81 | 68 | 46 | 40 | 28 | 13 | 10 | 8 |
| 120 x 80 | 280 | 144 | 97 | 82 | 55 | 48 | 34 | 16 | 12 | 9 |
| 150 x 80 | 350 | 180 | 121 | 102 | 69 | 61 | 43 | 20 | 15 | 12 |
| 200 x 80 | 467 | 240 | 162 | 136 | 93 | 81 | 57 | 27 | 20 | 16 |
| 300 x 80 | 701 | 361 | 243 | 205 | 139 | 122 | 86 | 41 | 30 | 24 |
Lo standard TIA/EIA 569 fornisce delle ulteriori indicazioni, rispetto a quelle già descritte, molto utili quando si installano i cavi dentro i tubi:
- predisporre una scatola d’ispezione ogni 30 metri lineari o quando ci sono più di 2 curve consecutive a 90° o quando c’è una curva a gomito
- le curve delle tubazioni devono avere un raggio minimo pari a 6 volte il diametro del tubo
- quando si realizzano delle curve con tubi il cui diametro è superiore a 50mm oppure se dentro questi bisogna inserire la fibra ottica, il raggio minimo di curvatura deve essere pari a 10 volte il diametro del tubo
- se i cavi rame sono del tipo non schermato e viaggiano paralleli per più di 15 metri con quelli di alimentazione si possono distanziare secondo lo standard (vedi sotto)
- se i cavi sono schermati, a seguito del tipo di alimentazione e della potenza presente nei luoghi di installazione, non sono necessarie distanze di guardia tra i cavi del cablaggio e quelli di alimentazione, ma è sufficiente rispettare le norme d’isolamento e separazione elettrica per la sicurezza fisica.
Etichettatura ed identificazione dei cavi
La norma EN 50174-1 prescrive che nessun sistema di cablaggio può essere gestito in modo corretto senza una puntuale identificazione e di registrazione di cavi e le apparecchiature sia attive che passive.
La norma non specifica il particolare sistema da adottare, ma stabilisce principi con cui realizzare il sistema di gestione del cablaggio del sito.
In particolare chiarisce che:
- qualsiasi identificatore (cavo, fibra, bussola, apparecchi passivi ed attivi) deve essere univoco
- l’etichetta di identificazione è alfanumerica, senza limiti dimensionali
- l’etichetta che identifica l’elemento è collocata nelle sue parti peculiari (es.: su un cavo ad entrambe le estremità).
Di contro la norma americana TIA-606.B individua puntualmente le specifiche modalità di etichettatura da adottare per l’identificazione dei cablaggi, degli apparecchi e dei locali.
Si rappresenta di seguito un semplice esempio di identificatore di cavo 1A03.AD02-40:02 riprodotta secondo le indicazioni della TIA-606, dove:
- “1A03.” rappresenta la terza presa della stanza A collocata al 1° piano
- “AD02” è l’armadio di provenienza nella seconda posizione della sala AD
- “-40” è la posizione, in unità rack, misurata dalla base dell’armadio del pannello di permutazione
- “:02” è la porta della patch-panel
Prese utente (Terminal Outlet)
Le prese utente (TO) sono rappresentate dai punti di connessione alla rete che convergono verso il nodo di piano (FD) frequentemente realizzate tramite prese per cavi tipo RJ-45 o, raramente, da terminazioni per fibra ottica con prese duplex per connettore LC o simplex per connettore SC.
La disposizione delle TO dipende, in primo luogo dalle prescrizioni richieste, nonché dalla distribuzione delle aree all’interno del piano o dei piani che, soprattutto nel caso di postazioni di lavoro, dipendono dalla destinazione d’uso degli stessi e dall’occupazione proposta per i locali.
Inoltre, in alcuni casi, la distribuzione delle TO è strettamente dipendete da specifiche normative sanitarie o sindacali che quantificano lo spazio minimo riservato per ogni utente o lavoratore.
In mancanza di una specifica di progetto, nella pratica viene generalmente assunto un valore di riferimento di una presa utente (TO) per ogni 10 m2 di superficie.
Conclusioni
Il cablaggio strutturato non è più un semplice accessorio, ma il vero sistema nervoso dell’edificio moderno.
La transizione verso lo standard Ethernet per ogni servizio — dal residenziale all’industriale — rende indispensabile una progettazione ed una esecuzione basata sulle prescrizioni normative e sulle buone pratiche.
Alla luce dell’analisi normativa, emerge chiaramente come il rispetto degli standard (ANSI/TIA, ISO/IEC e EN) sia l’unico e più semplice, modo per assicurare prestazioni ed interoperabilità tra i dispositivi e ridurre drasticamente i tempi di inattività nonché i costi gestionali.
Investire oggi in un sistema di cablaggio strutturato, in una infrastruttura standardizzata e opportunamente sovradimensionata, è certamente un investimento strategico poiché significa garantire longevità, scalabilità e facilità di manutenzione, trasformando l’edificio in una struttura realmente future-proof, a prova di futuro.
Fonti:
ISO/IEC 11801, “Information technology – Generic cabling requirements for twisted-pair and optical fiber cables” – 2010
ISO/IEC 24702, “Cabling for industrial buildings, with applications including automation, process control, and monitoring” – 2006
ISO/IEC 11801-6, “Distributed building services. Cabling for distributed wireless networks for building automation and IOT devices” – 2017
EN-50173 (1-6/10), “Information Technology – Application-Independent Communication Cabling Systems” – 2018
ANSI/TIA-568, “Commercial Building Telecommunications Cabling Standard” – diverse edizioni e revisioni fino al 2020
Giulio Leone, “La Fibra Ottica – Manuale pratico per la scelta, l’impiego, il collaudo e la manutenzione delle reti di trasmissione dati di fibra ottica” – 2020 (ISBN 978-8831695961)
FS Usa, “ANSI/TIA-568 vs ISO/IEC 11801 vs EN 50173: What Sets These Cabling Standards Apart” –
Davide Badiali – Commescope, “Infrastruttura di cablaggio in rame e fibra ottica. Principi base per i sistemi di comunicazione in rame e fibra ottica, standard di riferimento (ISO/IEC 11801, EN 50173), categorie e classi prestazionali” – 2021
Bticino, “BTNET – sistema di Cablaggio Strutturato di BTicino, per la progettazione e realizzazione di impianti di rete dati e infrastrutture digitali” – 2022
KBOB (CH), “Recommendation Generic communication cabling” – ed. 2024


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